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domenica 29 luglio 2007

Gay, a sinistra la pazzia regna sovrana

Le pazzie dei ministri per il «bacio gay»
Il «bacio» della discordia. Un’effusione dalle modalità ancora poco chiare, ma che ha già scatenato un polemico ping pong tra destra e sinistra sulla vicenda dei due fidanzati gay al Colosseo.
Se la prima si indigna perché un verbale dei carabinieri non viene creduto e l’Arma viene infangata con accuse di omofobia, la seconda grida alla discriminazione.
«Ovunque si calpestino i diritti degli omosessuali si abbassa la soglia della civiltà», afferma il ministro alle Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, annunciando per settembre una campagna per il rispetto delle differenze. Anche il collega della alla Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, vede in questa polemica il segno che «l’Italia ha elementi di arretratezza. Di fronte a tanta violenza nel mondo dire che due persone che si baciano fanno del male significa che la follia è arrivata a livelli inconcepibili». E Alfonso Pecoraro Scanio, titolare dell’Ambiente, auspica che «una normativa contro le intolleranze sia votata non solo dall’Unione, ma anche dai settori più avanzati del centrodestra». L’Arcigay ritiene «urgente» l’approvazione del pacchetto anti-violenza attualmente in esame al Parlamento.
Ma il centrodestra sposta il baricentro della questione: non si discutono i diritti civili, ma quel bacio che proprio innocente non sembra essere. E i carabinieri hanno spiegato chiaramente che non di bacio si trattava ma di ben altro: un reato che sarebbe stato perseguito anche di fronte a una coppia etero: lo dimostrano le 1.640 denunce l’anno per atti osceni. Insomma, siamo alla discriminazione al contrario. «È vergognoso - afferma il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione - che un ministro attacchi i carabinieri come se fossero gli scherani di un potere reazionario e oscuro. Sarebbe, bene, anzi, che ci fosse meno ostentazione». «Il governo sembra diventato il megafono dell’Arcigay», aggiunge il collega di partito Carlo Giovanardi e un altro Udc, Luca Volontè giudica «ideologiche e gravissime» le dichiarazioni della sinistra: «È discriminazione verso gli eterosessuali e non-applicazione del codice penale per la casta gay».
Che Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia incolpa di strumentalizzare l’episodio «per affermare un modello di società alternativo, laicista e relativista». E se il senatore azzurro Lucio Malan accusa Pollastrini e Turco di «pregiudizi contro i carabinieri, forse come retaggio del loro lungo passato comunista», Massimo Polledri della Lega dice «basta con questa inutile gazzarra contro l’Arma. Il senso del pudore va tutelato». Provocatorio, invece, Riccardo Pedrizzi, responsabile di An per le politiche familiari: «Presenteremo subito una proposta di legge per modificare il codice penale così: “Chiunque (tranne una coppia gay) compie atti osceni è punito con la reclusione da tre mesi a due anni“». Soluzione salomonica nelle parole del pg della Cassazione, Vito D’Ambrosio: «Il solo bacio non è reato. Se invece si tratta di atti più spinti, allora bisognerà fare una diversa valutazione, a prescindere dall’omosessualità». Intanto, in piena polemica, il circolo Mario Mieli dà appuntamento a stasera al Colosseo per un bacio collettivo.
tratto da il Giornale
On. Isabella Bertolini (FI) : Da sinistra caccia alle streghe contro le Forze dell’Ordine
A sinistra recitano il solito copione: la polizia fascista ed antidemocratica che vuole negare i 'diritti' a poveri omosessuali bistrattati e ghettizzati dalla societa' omofobica, che per questo non esita a discriminarli. La sinistra sta vergognosamente strumentalizzando l'episodio dei gay al Colosseo per affermare un modello di societa' alternativo, laicista e relativista.
Ora ci toccherà assistere all'ennesimo sit-in, con annessa carnevalata, per affermare diritti gia' conclamati e concessi dall'ordinamento giuridico. Da settembre poi partiranno i corsi nelle scuole, prontamente istituiti dal Governo Prodi. Piaccia o meno ai signori della sinistra i reati vanno perseguiti a prescindere dall'orientamento sessuale di chi li compie. E' ora di finirla con i soliti atteggiamenti ideologici e preconcetti.
Nella sinistra italiana c'e' un pericoloso clima da caccia alle streghe nei confronti di chi porta una divisa ed e' impegnato a far rispettare la legge. Abbiamo di fronte una sinistra becera, che non perde occasione per tentare di infangare le Istituzioni che hanno consentito a tutti, gay compresi, di godere di tutte le liberta' civili garantite dalla Costituzione e dalle leggi della Repubblica.

venerdì 27 luglio 2007

Perugia “integra” i terroristi a spese dei cittadini

Perugia è da tempo immemorabile un luogo di passaggio di attentatori, guerriglieri e spioni di mezzo mondo: basti ricordare Alì Acga, regolarmente iscrittosi all’Università per Stranieri, prima di andare a sparare al papa. Più volte l’ateneo di Palazzo Gallenga ha fornito una preziosa copertura per ottenere il visto di soggiorno e, con esso, la possibilità di scorazzare tranquillamente per l’Italia.
Oggi il capoluogo umbro conserva le sue caratteristiche di “porto franco”, ma gli ospiti pericolosi più che usare il tesserino universitario, si giovano di una sorta di humus politico-culturale che “santifica” l’immigrato in nome dell’accoglienza.
Ed è così che l’imam di Ponte Felcino, recentemente arrestato insieme a due suoi sodali con l’accusa di terrorismo, riceveva un finanziamento comunale per pagare l’affitto di casa sua e gli enti locali stavano per prestargli una bella sommetta in grado di aiutarlo ad allestire una nuova moschea. Secondo il gip, Nicla Restivo, grazie al politically correct dilagante “il quartiere periferico di Perugia è da anni completamente fuori controllo”.
Gli extracomunitari hanno raggiunto cifre record, abbondantemente oltre il 12 per cento, che è la media della Lombardia e della Toscana.A favorire la linea dell’ “embrassons nous” verso gli islamici è l’ideologia egemone in tutta la regione. Si tratta di un mix di dalemismo, ingraismo, bertinottismo. La governatrice umbra, Maria Rita Lorenzetti, è una fedelissima del ministro degli Esteri, in odor di amicizia con Hamas. La Regione ha una rete di “relazioni internazionali”, con tanto di finanziamenti, che spazia fra la Palestina e Cuba.
Del resto quando Tarek Aziz venne ad Assisi, pochi tempo prima del rovesciamento di Saddam, gli amministratori locali, guidata da Lorenzetti, erano in prima fila a stringergli la mano.
Un bel po’ di soldi pubblici li assorbe la marcia della pace che, accantonata l’ispirazione capitiniana, è diventata una kermesse della gauche radical: anti americana, anti israeliana, anti occidentale.
L’edizione del 2003 era caratterizzata da slogan e cartelli che insistevano su un unico concetto: sono Bush e Sharon i veri terroristi. Era popolata da organizzazioni mediorientali border line, da Casarini e compagni e dai cattolici alla padre Zanotelli. Persino i francescani, notoriamente amici della sinistra, furono costretti a prendere le distanze da alcune affermazioni, fatte durante un convegno, tanto erano hard.
Questo non impedì ai vertici diessini, D’Alema e Fassino in testa, di sfilare con una tal compagnia, decisamente poco raccomandabile compagnia.Ai bordi di una simile weltanshaung si sono sviluppate escrescenze fuori della legalità.
La più importante è il campo antimperialista di Moreno Pasquinelli. Il cinquantenne ristoratore spoletino è stato arrestato due anni fa per favoreggiamento nei confronti di un attentatore turco. Ha dato ospitalità alle pendici del Subasio a terroristi latinoamericani e a Black Bloc e ha organizzato una raccolta di fondi per “la resistenza irakena”: il tutto mentre la sinistra cosiddetta moderata e di governo continuava a concedergli sale e piazze per le sue manifestazioni e evitava di pronunciarsi contro di lui. Pasquinelli, infatti, viene considerato un estremista un po’ folkloristico, ma tutto sommato incapace di creare seri pericoli.
L’Umbria e in particolare Perugia rischiano di pagare un prezzo altissimo a questo clima fatto di colpevoli sottovalutazioni, di ideologismi che rendono ciechi davanti a rischi evidenti, di malinteso senso dell’accoglienza, pagato naturalmente coi soldi dei cittadini.
In questo mare galleggia bene e nuota spedito il fondamentalismo islamico, comprese le sue propaggini più pericolose.
tratto da l'Occidentale