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sabato 5 gennaio 2008

Berlino apre la prima casa di riposo gay

Prima o poi doveva accadere. E ad aprire la strada è Berlino, che conferma, ancora una volta, l’obiettivo di contendere ad Amsterdam il titolo di capitale europea del movimento omosessuale. Sulle rive della Sprea sorgerà una casa di riposo appositamente creata per gay e lesbiche. È, a quanto pare, una prima volta assoluta nel vecchio continente.
La struttura, realizzata dall’organizzazione «Village», aprirà i battenti il prossimo 18 gennaio a Pankow, un quartiere nord-orientale della capitale, dove la vecchia Germania Est aveva concentrato le sedi dei principali ministeri, e potrà ospitare fino a un massimo di 28 persone, in 18 camere singole e 5 doppie.
La casa di riposo non sarà comunque completamente off-limits agli anziani eterosessuali, che potranno fare domanda per essere accolti. Oggi, secondo le stime, oltre 1.300 anziani tra gay e lesbiche sono ospitati a Berlino in strutture pubbliche. Una cifra che conferma la forte e tradizionale presenza di omosessuali nella vita della città.
Omosessuale è del resto anche il sindaco, Klaus Wowereit, diventato famoso per il suo outing pubblico qualche anno fa («Sono gay e va bene così»), spesso fotografato con il fidanzato e sempre in prima fila nelle manifestazioni omosessuali, nonchè esponente di punta del partito socialdemocratico. A completare il quadro della città il record fatto segnare a fine 2007, quello dei single: in tutto sono 1,7 milioni le persone che vivono da sole. Un primato a cui la presenza gay ha dato un contributo significativo.
Quanto alla storia, a Berlino (che ospita lo Schwules Museum, l’unico museo europeo dedicato alla storia del movimento gay) è nata la prima rivista del movimento omosessuale: Der Eigene, pubblicata a partire dal 1897. Mentre negli anni Venti, e fino alla salita al potere del nazismo, la città divenne il centro di raccolta di un movimento gay famoso per la vita notturna e per i cabaret nella zona di Nollendorfplatz (ancora oggi uno dei centri della vita omosessuale berlinese) in cui tra l’altro esordì una giovanissima Marlene Dietrich. Allora come oggi l’atteggiamento della città sembra ispirato alla massima tolleranza. Confermata, anche a livello nazionale, dalla recente rivelazione di Anne Will, una delle più conosciute giornaliste televisive tedesche. In novembre la Will ha dichiarato di essere lesbica e di convivere da cinque anni con una collega. Da allora le due sono ospiti fisse di riviste impegnate e periodici di gossip. La loro popolarità non ne ha risentito. Un giornale ha deciso che sono addirittura la «coppia dell’anno».
fonte: Il Giornale

domenica 29 luglio 2007

Gay, a sinistra la pazzia regna sovrana

Le pazzie dei ministri per il «bacio gay»
Il «bacio» della discordia. Un’effusione dalle modalità ancora poco chiare, ma che ha già scatenato un polemico ping pong tra destra e sinistra sulla vicenda dei due fidanzati gay al Colosseo.
Se la prima si indigna perché un verbale dei carabinieri non viene creduto e l’Arma viene infangata con accuse di omofobia, la seconda grida alla discriminazione.
«Ovunque si calpestino i diritti degli omosessuali si abbassa la soglia della civiltà», afferma il ministro alle Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, annunciando per settembre una campagna per il rispetto delle differenze. Anche il collega della alla Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, vede in questa polemica il segno che «l’Italia ha elementi di arretratezza. Di fronte a tanta violenza nel mondo dire che due persone che si baciano fanno del male significa che la follia è arrivata a livelli inconcepibili». E Alfonso Pecoraro Scanio, titolare dell’Ambiente, auspica che «una normativa contro le intolleranze sia votata non solo dall’Unione, ma anche dai settori più avanzati del centrodestra». L’Arcigay ritiene «urgente» l’approvazione del pacchetto anti-violenza attualmente in esame al Parlamento.
Ma il centrodestra sposta il baricentro della questione: non si discutono i diritti civili, ma quel bacio che proprio innocente non sembra essere. E i carabinieri hanno spiegato chiaramente che non di bacio si trattava ma di ben altro: un reato che sarebbe stato perseguito anche di fronte a una coppia etero: lo dimostrano le 1.640 denunce l’anno per atti osceni. Insomma, siamo alla discriminazione al contrario. «È vergognoso - afferma il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione - che un ministro attacchi i carabinieri come se fossero gli scherani di un potere reazionario e oscuro. Sarebbe, bene, anzi, che ci fosse meno ostentazione». «Il governo sembra diventato il megafono dell’Arcigay», aggiunge il collega di partito Carlo Giovanardi e un altro Udc, Luca Volontè giudica «ideologiche e gravissime» le dichiarazioni della sinistra: «È discriminazione verso gli eterosessuali e non-applicazione del codice penale per la casta gay».
Che Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia incolpa di strumentalizzare l’episodio «per affermare un modello di società alternativo, laicista e relativista». E se il senatore azzurro Lucio Malan accusa Pollastrini e Turco di «pregiudizi contro i carabinieri, forse come retaggio del loro lungo passato comunista», Massimo Polledri della Lega dice «basta con questa inutile gazzarra contro l’Arma. Il senso del pudore va tutelato». Provocatorio, invece, Riccardo Pedrizzi, responsabile di An per le politiche familiari: «Presenteremo subito una proposta di legge per modificare il codice penale così: “Chiunque (tranne una coppia gay) compie atti osceni è punito con la reclusione da tre mesi a due anni“». Soluzione salomonica nelle parole del pg della Cassazione, Vito D’Ambrosio: «Il solo bacio non è reato. Se invece si tratta di atti più spinti, allora bisognerà fare una diversa valutazione, a prescindere dall’omosessualità». Intanto, in piena polemica, il circolo Mario Mieli dà appuntamento a stasera al Colosseo per un bacio collettivo.
tratto da il Giornale
On. Isabella Bertolini (FI) : Da sinistra caccia alle streghe contro le Forze dell’Ordine
A sinistra recitano il solito copione: la polizia fascista ed antidemocratica che vuole negare i 'diritti' a poveri omosessuali bistrattati e ghettizzati dalla societa' omofobica, che per questo non esita a discriminarli. La sinistra sta vergognosamente strumentalizzando l'episodio dei gay al Colosseo per affermare un modello di societa' alternativo, laicista e relativista.
Ora ci toccherà assistere all'ennesimo sit-in, con annessa carnevalata, per affermare diritti gia' conclamati e concessi dall'ordinamento giuridico. Da settembre poi partiranno i corsi nelle scuole, prontamente istituiti dal Governo Prodi. Piaccia o meno ai signori della sinistra i reati vanno perseguiti a prescindere dall'orientamento sessuale di chi li compie. E' ora di finirla con i soliti atteggiamenti ideologici e preconcetti.
Nella sinistra italiana c'e' un pericoloso clima da caccia alle streghe nei confronti di chi porta una divisa ed e' impegnato a far rispettare la legge. Abbiamo di fronte una sinistra becera, che non perde occasione per tentare di infangare le Istituzioni che hanno consentito a tutti, gay compresi, di godere di tutte le liberta' civili garantite dalla Costituzione e dalle leggi della Repubblica.

sabato 28 luglio 2007

Gay innocenti. Carabinieri colpevoli. Storia di una sentenza già scritta

Effusioni in pubblico, a Roma scoppia il caso gay.
A sentire la difesa sembra una storia di pruderie anni ’50 rivista in chiave terzo millennio. A sentire l’accusa, invece, è una ordinaria storia da Buoncostume che solo la connotazione omosessuale riveste di risvolti politici.
È la notte tra giovedì e venerdì, l’una e mezza circa, siamo nei pressi del Colosseo. Una coppia gay passeggia mano nella mano nel centro di Roma. Arrivati nei pressi del monumento i due uomini si appartano e cominciano a baciarsi appassionatamente, fino a che una gazzella dei carabinieri li nota, li ferma e li conduce in caserma. Atti osceni in luogo pubblico il reato contestato. Di lì a poche ore scoppia il finimondo.
Sul caso intervengono le associazioni omosessuali strepitando di presunte discriminazioni ai danni dei gay e denunciando il trattamento che i militari dell’Arma avrebbero riservato ai due ragazzi, Roberto, 27 anni di Roma e Michele, 28. E la vicenda assume toni da crociata. Anche perché proprio nella zona in cui i due ragazzi sono stati fermati, via San Giovanni in Laterano, verrà inaugurata il primo agosto la Gay street di Roma.
«È un fatto gravissimo - è il commento del presidente Arcigay Roma, nonché responsabile Gay help line, Fabrizio Marrazzo - in quanto mostra come ancora oggi le coppie omosessuali sono considerate di serie B da molti».
Iniziano a circolare quindi le due versioni. Quella della coppia e, successivamente, quella fornita dai carabinieri. Che, neanche a dirlo, non combaciano quasi per niente. «Ci stavamo baciando e basta - ha raccontato Roberto, che però ammette: avevamo di appartarci in un posto tranquillo, in cerca di intimità. Non c’era nessuno e abbiamo cominciato a baciarci. Poi sono arrivati addirittura sei carabinieri su tre auto. Ci hanno fatto anche svuotare le tasche e perquisito. Successivamente ci hanno portati in caserma. Ancora non riuscivamo a crederci. Non sono stati per niente gentili e anzi hanno fatto di tutto per metterci a disagio». Subito dopo la denuncia e l’invito a comparire davanti al giudice.
Per i militari le cose si sono svolte in modo differente. «I carabinieri intervenuti sul posto - ha riferito un alto ufficiale dell’Arma - hanno riscontrato tutti gli estremi per procedere a una denuncia per atti osceni in luogo pubblico. Non si trattava di un bacio e neanche di un abbraccio. Il bacio non è reato. La pattuglia è intervenuta perché la coppia stava palesemente violando l’articolo 527 del codice penale. Non c’è nessuna discriminazione. Se si fosse trattato di una coppia eterosessuale saremmo intervenuti allo stesso modo».
Ma monta la polemica politica. «Mi auguro che a questi ragazzi si chieda scusa», è l’incredibile commento del ministro della Salute, Livia Turco, che non dà alcun credito alla versione dei carabinieri. E la collega Rosy Bindi, ministro della Famiglia, aggiunge la sua sentenza: «Eccesso di zelo». Al coro si unisce un’altra donna di governo, Barbara Pollastrini, titolare delle Pari opportunità: «C’è davvero il rischio che possa crescere un clima omofobico, di sospetto e pregiudizi». Il deputato della Sinistra democratica Franco Grillini (ex presidente Arcigay) annuncia addirittura un’interrogazione parlamentare ad Amato.
Dal centrodestra, invece, arriva la solidarietà ai carabinieri. «L’unica cosa scandalosa in questa storia - le parole del vicepresidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini - è che, come sempre, gli unici a finirci di mezzo sono i carabinieri. C’è qualcosa di perverso nel nostro Paese». Per Carolina Lussana (Lega nord) «se era un atto osceno non c’è stata alcuna discriminazione». Per il coordinatore di Forza Italia Francesco Giro, invece, «non c’è motivo di dubitare della versione dei carabinieri».
tratto da il Giornale