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domenica 28 settembre 2008

“L'Islam trasformerà l'Occidente”. Parola di sceicco. Europa sempre più terra di conquista musulmana

L’Islam ha le idee chiare e programmi precisi sull’Occidente, ma l’Occidente li ha sull’Islam?

Lo sceicco Omar Bakri, originario della Siria, ha istituito e dirige l’Islamic Religious Court a Londra ed è a capo dell’organizzazione islamica Al-Muhajiroun.
Tiene lezioni e conferenze in Inghilterra e nel mondo. Queste sono alcune sue tipiche interviste rilasciate recentemente a quotidiani e televisioni. Le sue dichiarazioni e i suoi insegnamenti sono emblematici dei piani islamisti contro le democrazie europee.
Il quotidiano arabo-londinese Al-Hayat, per esempio, in una serie di articoli sulla comunità musulmana in Gran Bretagna, ha raccolto queste sue affermazioni trascritte dal Middle East Media Research Institute.

Intervistatore: Ho ascoltato la sua lezione sulle fondamenta del credo, e sembra che non siate interessati a portare gli studenti nella società britannica, cioè non li aiutate a essere musulmani britannici.
Bakri: Nel mio metodo di educazione sono contrario all’idea di integrazione. Non crediamo che sia consentito integrarsi nelle società in cui viviamo. Non sono un sostenitore dell’isolamento dalla società e non sono un sostenitore dell’integrazione in essa. Sono un sostenitore di cambiare la società per mezzo della mia religione, non per essere cambiato da essa.

E dove condurrà questa vita di separazione?
La vita di separazione condurrà a un cambiamento nella situazione del paese in cui viviamo, come i musulmani hanno cambiato la situazione in Abissinia e in Indonesia. Trasformeremo l’Occidente in un regime islamico per invasione esterna o culturale. Se Allah vuole, trasformeremo l’Occidente in Dar Al-Islam [cioè, in una regione sotto la regola islamica, ndr] per mezzo di un’invasione dall’esterno. Se uno Stato islamico cresce e invade l’Occidente noi saremo il suo esercito e i suoi soldati dall’interno. Altrimenti cambieremo l’Occidente attraverso un’invasione ideologica da qui, senza guerra e uccisioni. O noi predicheremo a loro ed essi accetteranno l’Islam, o noi vivremo tra loro ed essi saranno influenzati dalle nostre vite e accetteranno l’Islam come una soluzione politica ai loro problemi, non come una soluzione ideologica. Gli occidentali ci hanno imposto una legge artificiale, e il futuro regime islamico imporrà loro regole islamico-religiose. Il musulmano agirà secondo questa legge volontariamente e chiunque non sia musulmano farà questo per forza di legge. Io non obbedisco alla legge artificiale. Anche se non la vìolo, non obbedisco ad essa. Allah ha detto: Non obbedite agli infedeli e agli ipocriti.

Come si può vivere in una società in cui si è un estraneo?
L’Islam è una religione della legge della natura. Quando un uomo incontra problemi egli utilizza la legge della natura. In America si è sviluppata recentemente una discussione sulla separazione tra uomini e donne nelle università.

Perché?
Perché ci sono problemi. Ci sono ragazze che restano incinte a un’età giovane, senza marito. Non c’è alcun motivo di mischiare i sessi all’interno delle università. Io vivo ai margini della legge esistente, finché ciò sia compatibile con la legge naturale e non sia in conflitto con l’Islam. Alcuni paesi hanno cominciato a discutere la questione della punizione dei ladri. Nell’ex Unione Sovietica dicevano che avrebbero tagliato la mano del ladro. Questa è la legge di natura, perché è la legge severa che dissuade il ladro dal commettere il reato.

Lei è accusato di legami con organizzazioni verso le quali la Gran Bretagna è ostile e che essa vede come nemici. Lei predica ai suoi alunni di vedere il movimento talebano e Osama bin Laden come il gruppo che sarà salvato il Giorno del Giudizio.
Finché le mie parole non diventano azioni, non fanno del male!

La seguente intervista, invece, è stata rilasciata alla Tv libanese OTV e riportata da Memri Tv.

Intervistatore: Perché lei ce l’ha con l’Inghilterra?
Bakri: I miei problemi con la Gran Bretagna sono causati dal fatto che la sua legge non è la legge di Allah. Io seguo il vero Salafismo: pregare una religione pura e completa, dove noi brandiremo le armi contro chiunque ci combatterà. Se mi s’impedisce di seguire la legge di Allah, allora non mi rimane che emigrare in Libano. In Gran Bretagna, nelle università, l’Islam si sta diffondendo in misura mai vista prima, e i non musulmani vi si stanno convertendo alla media di 21 persone al giorno. Nel giro di vent’anni la società britannica avrà una maggioranza musulmana. È per questo che le istituzioni di questo regime laico stanno combattendo chiunque si avvicini all’Islam.

Come giudica le vittime innocenti di attentati islamisti?
In caso di autodifesa ci sono vittime innocenti. Vengono uccise per sbaglio, come danni collaterali, non intenzionalmente. Quando le bombe americane colpiscono i musulmani hanno il diritto di fare rappresaglie, e possono esserci vittime.

C’è una differenza tra combattere un soldato americano o un militare israeliano impegnato in operazioni belliche?
Forse che quando un soldato americano si toglie la divisa e si mette in pigiama diventa proibito colpirlo?

C’era una base militare nelle Twin Towers?
Non si è trattato di un attentato solo alle Twin Towers ma anche al Dipartimento della Difesa statunitense. L’Undici settembre è stata un’operazione che ognuno giudica a suo modo, c’è chi è contrario e chi favorevole.

E quando gli esplosivi sono messi sui treni o nei bar?
Se si è sotto occupazione nemica e si compiono attacchi è una cosa... Voi potete definire queste operazioni come terrorismo. Ma oggi l’America rappresenta il campo del terrorismo occidentale. Ci sono due tipi di terrorismo: quello benedetto e quello deplorevole. Lo stesso è per la violenza. La violenza può uccidere o salvare vite. La violenza americana uccide, così il suo terrorismo è condannabile, laddove la violenza dei mujahidin è usata per difesa e come rappresaglia per proteggere vite e onore. Il loro terrorismo è benedetto. Non ogni terrorismo è deprecabile.

Quindi perché lei ha preso la cittadinanza inglese?
Io non l’ho presa. Loro me l’hanno data. Io appartengo all’Islam. Non appartengo all’Inghilterra. Io ero un musulmano che viveva in Inghilterra, ora vivo in Libano.

E allora perché non l’ha rifiutata?
Io non uso i loro documenti, non ho il passaporto inglese, ne ho uno libanese. (Ospite in trasmissione: Quello inglese gliel’hanno tolto).

Intervistatore: Perché non l’ha restituito lei prima che glielo requisissero?
Loro mi hanno tolto il mio diritto di cittadinanza. Non mi hanno più dato il passaporto perché mi sono rifiutato di giurare fedeltà alla regina e alla legge inglese. Io obbedisco solo ad Allah e al suo messaggero.

fonte: Occidentale

sabato 27 settembre 2008

La «cellula del Sauerland» i kamikaze bianchi che fanno paura all’Europa

Li chiamano «kamikaze bianchi», sono l’incubo dei servizi segreti occidentali e delle basi Nato in Afghanistan.
Da mesi all’entrata di quelle fortezze campeggia la foto di Eric Breininger. Ha un volto da sbarbato e il passaporto tedesco non gli attribuisce più di 21 anni. La spiegazione sotto la foto parla chiaro. È considerato un pericoloso militante suicida, un fanatico addestrato nei campi del terrore fondamentalista e alla ricerca di un obbiettivo.
Lo fa capire pure lui nel video registrato in un santuario integralista tra le montagne del Waziristan pakistano. Eric, il kamikaze bianco, imbraccia una mitragliatrice russa annuncia, a nome dell’Unione del Jihad islamico, attentati contro i connazionali per «il loro coinvolgimento nella guerra in Afghanistan».
Dallo stesso campo è passato anche Houssain al-Malla, un 23enne libanese capace di sfoggiare apparenze occidentali e il più insospettabili degli accenti tedeschi. Eric e Houssain sono i più famosi, i più conosciuti, i più temuti tra i «kamikaze bianchi». Sull’aereo della Klm forse cercavano proprio loro. A loro si riferisce l’appello della polizia tedesca sulle tracce di due pericolosi fondamentalisti. L’insospettabile coppia sarebbe dunque tornata alle origini e si preparerebbe a colpire.
L’incubo, del resto, come già con Mohammed Atta, prende corpo dalla tranquilla Germania, alla vigilia del G8 del 7 giugno 2007.
In quei giorni la Cia passa a Berlino le comunicazioni intercorse tra alcuni telefoni tedeschi e una località del Waziristan pakistano base dell’Unione del Jihad islamico, una cellula al qaidista guidata da militanti uzbeki.Agli inquirenti tedeschi ci vuol poco per scoprire che da quel campo sono passati, nel marzo 2006, Fritz Gelowicz e Adem Yilmaz.
Il primo è il figlio 28enne di un medico bavarese convertitosi all’islam e trasformatosi in un fanatico nemico della civiltà occidentale. Il secondo è un turco trapiantato in Germania.
I due, con la collaborazione del 22enne Daniel Martin Schneider, un altro tedesco diventato esperto d’esplosivi durante il servizio militare, stanno accumulando prodotti chimici da usare nel corso di almeno tre attentati contro altrettanti basi americane.
Il complotto viene sventato ai primi d’ottobre di un anno fa con l’ irruzione nella casa di campagna del Sauerland dove i tre stanno già miscelando gli esplosivi. Ma il cerchio non è chiuso.
L’operazione, innescata da un contrattempo, non ha permesso di identificare tutti i membri della cellula del Sauerland e chiarire i legami con il «centro multiculturale» di Neu Ulm, nel sud della Germania dove Fritz Gelowicz venne convertito all’islam da Yehia Yousif un predicatore da tempo svanito nel nulla.
Da Neu Ulm si snoda la pista che porta Gelowicz e decine di militanti prima in Dubai, poi in Iran e infine nel Waziristan pakistano. E a confermare il timore che quella pista sia stata usata da molti altri militanti ci pensa Cüneyt Ciftci, un ventenne tedesco di origini turche svanito assieme ad Eric Breininger Houssain al-Malla lo scorso ottobre.
Il 3 marzo di quest’anno Ciftci si trasforma nel primo kamikaze con cittadinanza tedesca guidando un camion imbottito d’esplosivo contro una base americana di Khost.
Nei giorni successivi la Germania assiste sconvolta al video testamento di quel giovane felice e sorridente che canta «fortunati noi perché la morte ci regala una nuova alba, fortunati noi bruciati in nome dell’Islam». Da ieri la stessa Germania si chiede quanti siano gli Eric e i Ciftci nascosti nelle sue città.

fonte: Il Giornale

venerdì 19 settembre 2008

Gran Bretagna. Gli imam dell'odio: Fate più figli e conquisteremo il Regno

Il Sun filma un convegno shock di islamisti nell'East London

I predicatori dell'odio sono tornati, denuncia il Sun. Il tabloid britannico ha mandato una squadra di reporter in incognito a una riunione di islamisti nell'East London, in occasione dell'anniversario dell'11 settembre: Anjem Choudary, fra i più noti predicatori radicali, definito il successore dello sceicco Omar Bakri, ha minacciato che i musulmani conquisteranno un giorno il Regno Unito e "la bandiera dell'Islam sarà issata a Downing Street".
Choudary, il cui discorso è stato filmato ed è disponibile sul sito del Sun, sostiene che un'esplosione demografica permetterà ai musulmani di prendere il controllo del paese, che sarà finalmente governato in base alla 'sharia' o diritto islamico. "L'Islam è superiore e non sarà mai sorpassato. La bandiera dell'Islam sarà issata a Downing Street" ha dichiarato il responsabile del gruppo islamico britannico 'Al-Ghurabaa'.
Di fronte a una folla di un centinaio di giovani musulmani adoranti, scrive il Sun, Choudary ha detto che sarebbe semplice per un vasto numero di musulmani dichiarare il jihad, o guerra santa, contro il Regno Unito, e che ognuno di loro potrebbe diventare "una bomba a orologeria pronta a esplodere". Il predicatore è stato accolto con una vera e propria ovazione, quando ha dichiarato: "Circa 500 persone diventano musulmane ogni giorno nel paese".
"L'Home Office (il ministero dell'Interno britannico, ndr) riferisce che ci sono 1,5 milioni di musulmani, ma ce n'erano 1,5 milioni dieci anni fa - ha proseguito Choudary - e dal momento che i nostri fratelli a Bethnal Green, Whitechapel o altri posti (abitati in prevalenza da musulmani, ndr) hanno otto o nove figli ciascuno; otto figli da una parte, dieci da un'altra, 15 figli da un'altra...Ci dovrebbero essere almeno sei milioni di persone".
"Potrebbe essere quindi attraverso la semplice conversione che il Regno Unito diventerà uno stato islamico - ha detto ancora l'avvocato islamista - potremmo non avere mai bisogno di conquistarlo dall'esterno". La manifestazione, un dibattito su come l'Occidente ha "appreso le lezioni" dell'11 settembre, si è svolta in una sala sopra in una moschea di Leyton, fra pesanti misure di sicurezza, riferisce il Sun. All'ingresso, spiegano i giornalisti, i buttafuori chiedevano documenti di identità ai non musulmani.
"Non ci integriamo con la cristianità - ha tuonato Choudary - ci assicureremo che un giorno vi possiate integrare nella legge islamica. I nostri occhi sono su Downing Street". E ancora: "Ecco perché gli inglesi sono così preoccupati - ha affermato - sarebbe semplice per noi dichiarare la guerra santa nel paese e ognuno di noi potrebbe diventare una bomba a orologeria pronta a esplodere. Ma non siamo persone che tradiscono" ha assicurato.
Oltre a Choudary sono intervenuti al convegno durato tre ore, con tanto di pause per cibo e preghiere, alcuni dei volti più noti dell'estremismo britannico, fra cui Abu Omar, Saiful Islam, Abu Saalihah e Omar Bakri, in collegamento con la webcam dalla sua casa di Beirut. Parole di netta condanna sono seguite da parte dei musulmani moderati.
Iqbal Sacranie, già segretario del 'Muslim Council of Great Britain', ha sottolineato che "simili dichiarazioni, immorali e irresponsabili, non sono una novità da parte di Omar Bakri e la sua gente. Queste persone - ha aggiunto - sanno di non rappresentare il punto di vista della grande maggioranza, se non dell'intera comunità, dei musulmani nel Regno Unito". Scotland Yard ha chiesto al Sun una copia del video dell'evento, che sarà passato al vaglio delle forze dell'ordine. Per il momento non è stata avviata alcuna inchiesta. Ma fonti della polizia spiegano che "vogliono vedere se ci sia stata una qualsiasi violazione della legge".
fonte: NotizieAlice

mercoledì 17 settembre 2008

Europa sempre più islamica. La sharia comanda in Gran Bretagna

Quando qualche mese fa l'arcivescovo di Canterbury aveva osservato che «l'adozione in Gran Bretagna di alcuni aspetti della sharia islamica è inevitabile» era stato crocifisso da destra e da sinistra.
Ma ora il sistema giudiziario del Regno Unito ha accettato i poteri di giudici islamici in cause di divorzio, violenza all'interno della famiglia e dispute finanziarie.Cinque corti che giudicano in base alla legge coranica sono in funzione a Londra, Birmingham, Manchester, Bradford e Nuneaton e presto seguiranno Edimburgo e Glasgow.
La rete è diretta dallo sceicco Siddiqi, capo del Muslim Arbitration Tribunal di Nuneaton nel Warwikshire, che ha spiegato al Sunday Times di aver agito in base all'Arbitration Act del 1996, la legge britannica che attribuisce agli arbitrati valore legale se entrambe le parti nella disputa danno ai giudici il potere di emettere una sentenza nel loro caso.
Secondo l'Arbitration Act il verdetto di una corte islamica è valido e può essere messo in pratica da un tribunale ordinario del Regno o anche dall'Alta Corte.
Lo sceicco magistrato dice che i primi giudizi sono stati emessi nell'agosto del 2007 e che da allora sono stati già più di un centinaio, in materia di divorzio islamico, eredità e liti varie tra vicini di casa. Siddiqi ha rivelato che sono stati regolati sei casi di violenza tra coppie sposate, in collaborazione con la polizia. E ha sottolineato che ai mariti colpevoli di maltrattamenti è stato imposto di prendere lezioni di «gestione della loro ira» e sono stati sottoposti alla vigilanza degli anziani della comunità.
Dopo la sentenza della Sharia Court le donne hanno ritirato la denuncia di fronte alla polizia britannica: fatto più che positivo, ha detto il giudice islamico, perché si sono salvati dei matrimoni dando alle coppie una seconda opportunità di cominciare il loro rapporto matrimoniale.
«Ci limitiamo a regolare gli affari della nostra comunità », ha concluso.Qualcuno ha ricordato che in base allo stesso principio dell'arbitrato, già prima della legge del 1996 in Gran Bretagna hanno funzionato corti di diritto ebraico, Jewish Beth Din per casi di diritto civile.
«Se si lasciano lavorare corti ebraiche non si possono discriminare quelle islamiche», ha osservato il Muslim Council for Britain. Ma il rischio che nella Gran Bretagna multietnica si accetti un «sistema legale parallelo» ha fatto levare voci scandalizzate. Dominic Grieve, ministro ombra conservatore della Giustizia chiede di sapere «quali tribunali britannici stiano avallando decisioni di questo genere, perché agiscono al di fuori della legge».
«È semplicemente sconvolgente, nessun arbitrato in base alla sharia dovrebbe essere accettato o fatto valere dallo Stato britannico », ha detto il direttore del Centro per la Coesione Sociale.
Tra i casi dibattuti di fronte alla corte coranica di Nuneaton c'è stata una disputa ereditaria che divideva cinque figli, tre femmine e due maschi. Il dottor Siddiqi è stato soddisfatto della soluzione: ripartizione tra i cinque.
I suoi giudici hanno assegnato ai maschi il doppio della cifra attribuita alle donne, perché così stabilirebbe la sharia. Ma anche il magistrato più alto in grado del regno, Lord Chief Justice Phillips, approva l'uso della sharia in materia finanziaria e matrimoniale. Il ragionamento è che è meglio permettere ai musulmani di decidere secondo la sharia, alla luce del sole, che in segreto.
La Gran Bretagna è stato anche il primo Paese occidentale a lanciare sul mercato gli sharia bond: obbligazioni che si adeguano alla legge islamica, contraria agli interessi.

fonte: Il Corriere della Sera